“Scritturapura vince la battaglia per i diritti del romanzo turco”

Scritturapura, casa editrice amica della Soul’s House, ottiene il riconoscimento del suo diritto di esclusiva sul libro “La Madonna col cappotto di pelliccia”, romanzo del mistero,  del milione di copie, della rivoluzione, del simbolo e della contesa.

Già a gennaio Scritturapura aveva richiesto a Fazi Editore la rettifica su tutti i suoi canali media della notizia circa la pubblicazione di una sua edizione non consentita. L’inottemperanza ha condotto i due editori di fronte al Tribunale delle Imprese di Torino e, rappresentata da gli avvocati dello Studio Sac52&C., Scritturapura Casa Editrice ha visto l’accoglimento di tutte le sue rivendicazioni giuridiche.

Riportiamo l’articolo de “La Stampa” e pubblichiamo la rettifica sui media di Fazi Editore quale ottemperanza dell’ordinanza del Tribunale di Torino.

ASTI.

Alle volte Davide riesce a battere Golia. Persino in un campo come l’editoria che ha curiosi risvolti in un paese dove le statistiche sostengono che si legge sempre di meno, eppure le case editrici si strappano i libri con i denti. 

Il caso è quello che ha visto fronteggiarsi Scritturapura, casa editrice nata ad Asti dove mantiene la sede legale, con una cooperativa presieduta da Eva Capirossi, e l’editore romano Fazi. L’oggetto del contendere era il romanzo «La Madonna col cappotto di pelliccia» di Sabahattin Ali, best seller in Turchia e in diversi altri paesi. 

Non si tratta di una novità. L’autore è morto in circostanze poco chiare nel 1948 mentre cercava di fuggire in Ungheria. Si è sempre pensato a una motivazione politica, vista la sua visione critica nei confronti di Atatürk e del governo. «La Madonna col cappotto di pelliccia» fu pubblicato nel 1943. È una storia d’amore, ma tra le righe si legge qualcosa che ha toccato la sensibilità dei giovani turchi che qualche anno fa ne hanno fatto un libro «cult» da un milione di copie.  

 

I diritti del romanzo per l’Italia erano disponibili e Scritturapura, in contatto con l’agente, riuscì ad acquistarli. Un investimento per una piccola casa editrice indipendente, ma anche una dimostrazione di acume editoriale, in linea con la ricerca di testi di qualità e poco conosciuti.  

Il romanzo apparve in Italia nel 2015, purtroppo poco considerato dalla stampa specializzata. Una piccola casa indipendente non può permettersi campagne pubblicitarie consistenti e corre il rischio di veder ignorato il proprio lavoro. 

Il caso è esploso alla fine dello scorso anno: l’editore romano Fazi ha annunciato che a febbraio del 2018 sarebbe uscita una propria edizione del libro da diffondere in libreria, sulle principali piattaforme on line e in formato e-book, pubblicizzando l’iniziativa sui social network e attraverso ufficio stampa. Peccato che i diritti di pubblicazione sarebbero scaduti solo a fine 2018, diventando liberi il 1° gennaio 2019, al compimento del 70° anniversario dalla morte dell’autore.  

Scritturapura tentò una soluzione amichevole interpellando anche l’agente dello scrittore turco, senza però ottenere una soluzione accettabile. Si è passati così alle vie legali: una diffida a Fazi a non commercializzare l’opera e a pubblicare una rettifica.  

Scritturapura ha poi contestato il mancato adempimento della diffida da parte di Fazi e presentato un ricorso d’urgenza. Il Tribunale di Torino ha ordinato a Fazi di rimuovere l’offerta di vendita del libro da tutti i portali su cui era stata inserita, ordinando inoltre all’editore di non pubblicizzare e commercializzare l’opera in qualsiasi modo e su qualsiasi piattaforma. Il Tribunale ha ingiunto inoltre a Fazi di pubblicare per un mese sui suoi siti e pagine social un messaggio di rettifica indicando che i diritti di pubblicazione del romanzo appartengono a Scritturapura allegando l’immagine della copertina. 

Quando scoppiò il caso, Scritturapura presentò anche una querela per diffamazione nei confronti di Fazi, vicenda che non si è ancora conclusa. In alcune dichiarazioni dell’editore romano riportate da agenzie di stampa, infatti, si affermava che il libro era introvabile e si insinuava che vi fosse l’intenzione di nasconderlo per ragioni politiche. «Anche su questo punto – ricorda Eva Capirossi – abbiamo chiesto rettifica sottolineando il nostro impegno nelle battaglie per la libertà di opinione, in Turchia come altrove. A riprova di questo impegno abbiamo portato al recente Salone del Libro di Torino come ospite la scrittrice e giornalista turca Perihan Magden di cui abbiamo pubblicato il romanzo “Ali e Ramazan”». 

(Carlo Francesco Conti, La Stampa del 30 maggio 2018)

 

  • RETTIFICA SU Facebook di Fazi Editore (oltre Instagram e sito fazieditore.it):

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